AUGURI natalizi anche da San VITO…..

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Da questa parrocchia  di Favara che, soprattutto negli ultimi tre decenni, ha visto più che dimezzarsi i suoi parrocchiani, in coniderazione anche delle condizioni in cui si trovano i quartieri  del centro storico e del consegeunte  sviluppo edilizio di quartieri prima considerati periferici. Parrocchiani che comunque, anche se  da anni si sono bene inseriti  in altre parrocchie, mantengono tuttavia un legame affettivo e  – vorrei dire – quasi devozionale co0n la Parrocchia in cui sono stati battezzati ed in molti hanno anche ricevuto la Prima Comunione e molti anche la Cresima.

AUGURI di Buon Natale… anche dal mio angolo visuale. Auguri che ognuno di noi in queste ore ed in questi giorni ha sicuramente  pure rivolto nel silenzio a se stesso ed a tanti altri, a parole o per iscritto, con tutti i mezzi oggi disponibili.

E gli auguri natalizi, nell’ottica cristiana, consapevolmente o meno, non possono affatto prescindere da quel messaggio che portarono gli angeli sulla grotta di Bethleem, che custodiva quel divino Bambino.  Un annuncio di “Gloria a Dio”  e di dono della “pace a tutti gli uomini che Egli ama”.

E raccogliendo questo annuncio, tutti siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace, come la buona notizia perché  ogni persona possa essere considerata nella sua dignità e nei suoi diritti.

E ci sembra di interpretare bene il tema del  Messaggio per la Giornata della Pace  del 1° gennaio prossimo. Nel quale Papa Francesco ha voluto concentrare  l’attenzione  sul futuro dell’umanità. Scendendo proprio al particolare  Papa Francesco dice che non c’è pace senza fiducia reciproca, che a sua volta si  fonda sul rispetto della parola data. E da questo concetto, logico il passaggio alla politica, quella “buona” almeno,  che ha e deve avere lo sguardo lungo. Perché mentre cerca di interpretare la realtà quotidiana in cui è immersa, si preoccupa del domani, guarda al futuro, pensa ai “più giovani e ai più piccoli”, si interroga su come dare risposte alla loro “sete di compimento”.

Concetti che in fondo, anche se  con altro taglio e stile, a leggere quanto riferisce la cronaca provinciale, troviamo sostanzialmente nella recente conversazione natalizia  con i giornalisti del nostro pastore, cardinale don Franco Montenegro. Che  ha parlato  di un “mondo di plastica” in cui tutto sembra bello, ma che in realtà va diventando sempre più brutto, visto che troppo spesso abbiamo paura gli uni degli altri, non ci sappiamo più guardare a vicenda, abusiamo degli altri, sentiamo fastidio dei poveri e degli immigrati….con l’interrogativo inquietante che don Franco  si pone e pone: “Forse che ci siamo dimenticati di Dio ?”. E ci ricorda che Gesù è luce e forza ! e questo messaggio  il nostro Pastore cerca di comunicarlo a  tutti, alle famiglie ferite,  ai sofferenti, agli anziani delle Case di riposo, ai disoccupati, anche   a chi vive nei posti più diffcili, negli  Ospedali e nelle stesse carceri, dove l’augurio potrebbe sembrare stonato, ma che anzi  è proprio là che bisogna portare l’annuncio di Buon natale,  di un Dio che sa riconciliare, perdonare, prendere per mano…guidare”.

Un invito forte quindi del Pastore della Chiesa Agrigentina, a non perdere la speranza, a sconfiggere la rassegnazione, a ritrovare la forza di lottare e coniugare i verbi  non al passato, ma al  presente ed  al futuro.

E ritornando al messaggio del Papa, credo che nella particolare situazione italiana, per esempio, la buona politica non può fare a meno di riparare ai guasti – guasti certificati da tutte le statistiche dell’ultimo decennio, con la scomparsa della classe media, la concentrazione della ricchezza in una fascia ristretta, che nella crisi ha aumentato il suo benessere, in contrasto con l’allargamento delle diseguaglianze e della povertà, quasi triplicata…la perdita di tanti diritti fondamentali per i giovani e gli anziani, al punto da far dire che l’Italia sta diventando un paese  impossibile non solo per i giovani che in massa emigrano per il lavoro. E  contemporaneamente l’Italia sembra ridotta anche a un paese insicuro pure per i vecchi, che con le misere pensioni non possono  assicurarsi le cure necessarie e nemmeno la permanenza  in Case di Riposo dignitose, dove le rette richieste sono di molto superiori alle pensioni percepite.

In questo contesto, ben volentieri accogliamo i messaggi di Papa Francesco e del nostro don Franco, perché gli auguri natalizi possano incoraggiare il dialogo tra tutti gli  attori della società, ognuno per la sua parte e nel suo ruolo. Un dialogo proficuo tra le diverse età e  generazioni, tra i Partiti,  tra le diverse culture e forze politiche conseguenti. Perché  davvero la buona politica sia praticata e riconosciuta,  dal servizio alla pace. A quella  sociale anzitutto.

Diego Acquisto

 

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