Auguri di Buon Anno

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30-12-2002

Auguri di Buon Anno

di don Diego Acquisto

In questa stagione delle notti più lunghe dell’anno _ tempo simbolico _ misuriamo anzitutto lo spessore delle tenebre, la notte tragica di una storia, quella che stiamo vivendo, segnata dalle attuali manifestazioni, tra cui le più rilevanti: terrorismo e contro_terrorismo, con le possibilità di una guerra, che da parte di tutti si vorrebbe fosse evitata – problema dei profughi, dei perseguitati per motivi politici e dei disperati per miseria, che continuamente approdano sulle nostre coste, trovandoci assolutamente impreparati a fronteggiare una situazione di simili proporzioni, – disoccupazione giovanile e non, che, in Italia, con la crisi della Fiat e del suo indotto, specialmente nelle aree più deboli, come quella di Termini Imerese, coinvolge e getta sul lastrico migliaia di famiglie. Ma in Sicilia, esistono altre Termini Imerese, con gli operai della Chimica di Priolo, Gela e Ragusa, il cui futuro è incerto,- la disperazione di tanti agricoltori della zona del Catanese e Messinese, colpiti dalla siccità prima e poi dalle cenere dell’Etna, che ancora non sembra volere mitigare il suo furore,- la crisi del polo tessile di Riesi, ecc Tutto questo sullo sfondo di una civiltà che vorrebbe unificarsi su scala planetaria, ma che ancora cerca invano quel giusto punto di equilibrio che permetterebbe di salvaguardare ogni diversità nell’unità, in un rapporto nuovo di reciproca comprensione e di sforzo sinergico per un possibile nuovo assetto economico , che consenta a tutti una vita dignitosa, senza lo spettro della fame e della miseria più squallida. Purtroppo, dopo l’11 settembre, i problemi si sono aggravati, perché, – come abbiamo avuto modo altre volte di dire,- con la violenza non si risolvono, ma si aggravano i problemi. La ferocia di quel terribile attentato, però, dopo i primi momenti di smarrimento, ha costretto tuttavia a pensare che tante altre forme di disumanità e di violenza, troppo spesso e per tanto tempo, sono state ignorate; tante sacche di miseria e tanti, troppi contesti dove l’uomo non viene rispettato nemmeno nei suoi diritti più elementari.

Noi, secondo una consuetudine consolidata, approfittiamo del messaggio augurale di fine anno per sottolineare gli aspetti più significativi degli ultimi dodici mesi che ci lasciamo alle spalle, con un particolare sguardo retrospettivo al cammino fatto dalla comunità agrigentina nel corso del 2002 alla luce del nostro impegno quotidiano di informazione e nella prospettiva del cammino della Chiesa agrigentina e del suo pastore che la guida, la guida con immutato amore, zelo, impegno e dedizione completa, senza risparmio alcuno di energie.

Ripassando in rassegna i fatti che hanno principalmente animato la cronaca di questo anno che si conclude, non possiamo non evidenziare un particolare tipo di notizia che si ripete con cadenza continua e che può rappresentare il titolo simbolo dell’informazione locale: ci riferiamo alla interminabile sequela di sbarchi di immigrati sulle nostre coste e che soltanto negli ultimi 12 mesi, questi sbarchi hanno superato la soglia delle diecimila persone.

Un fenomeno che comporta problemi non indifferenti in termini di prevenzione, di controllo, di accoglienza, di assistenza e di integrazione.

Bisogna riconoscere la professionalità e l’umanità con cui le forze dell’ordine presidiano le nostre coste, affrontando le emergenze nel migliore dei modi, spesso salvando tante vite umane.

Un altro aspetto problematico che segna in maniera molto forte la nostra realtà è collegato alla mancanza di lavoro che nella provincia di Agrigento riporta a cifre da brivido che introducono ad una situazione che definirla drammatica sembra quasi eufemistico.

Su questo versante la Chiesa di Agrigento da tempo fa sentire la sua voce e non solo quella, visto l’impegno quotidiano, speso nel tentativo di aiutare chi è in gravi difficoltà e ha bisogno di assistenza anche materiale.

In questa direzione il 30 novembre scorso si è svolta una veglia di preghiera e di riflessione in Cattedrale, una veglia presieduta dall’Arcivescovo, per non dimenticare le difficoltà di chi sconta questa grave condizione di emarginazione sociale, quale si può definire la impossibilità di trovare un’occupazione che consenta di inserirsi a pieno titolo nel contesto sociale e produttivo di una comunità.

Su questi aspetti è intervenuta con un suo progetto per diffondere la conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa, la Consulta Diocesana per i problemi sociali e il lavoro che attraverso un ciclo itinerante di incontri sta lavorando per ricreare tra le organizzazioni sindacali e imprenditoriali della provincia, lo stesso clima che ha preceduto l’incontro con il Santo Padre al Palacongressi di Agrigento nel maggio del 1993.

Sul versante della cronaca nera e giudiziaria, che tanto spazio occupa nella normale informazione quotidiana, si registra da un lato un proliferare di attentati che hanno destinatari i bersagli a volte più improbabili, creando un insopportabile disagio nell’ambito degli standards di una civile e normale convivenza; dall’altro si registra una serie significativa di successi colti dalle forze dell’ordine nei confronti della criminalità mafiosa e nel contrasto delle varie espressioni della microcriminalità.

Ma a questo punto è opportuno guardare al futuro e agli appuntamenti che caratterizzeranno il nuovo anno, soprattutto con riferimento agli impegni che la Chiesa agrigentina ha in calendario, nel contesto più generale del particolare Anno Mariano, concesso alla Sicilia dal Papa, nel 50° della lacrimazione della Madonna a Siracusa.

Per la Chiesa Agrigentina, sono tre i momenti salienti dei prossimi mesi: l’8 e il 9 maggio si celebra il 10° anniversario della visita pastorale in Agrigento di Sua Santità Giovanni Paolo II; il 13 maggio il 25°anniversario dell’ordinazione episcopale di Sua Eccellenza l’Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro; il 21 giugno si celebrerà la consueta Assemblea Diocesana che quest’anno coinciderà con la festa del Corpus Domini e con la celebrazione del Congresso Eucaristico Diocesano.

A questi appuntamenti naturalmente se ne aggiungono tanti altri, sicuramente di altrettanto interesse e che rappresentano punti di fermi nel cammino comunitario della nostra Chiesa, come l’annuale Giovanifesta che si terrà il 1° maggio a Canicattì e che è arrivato alla sedicesima edizione.

E con questo pensiero ai nostri giovani, vogliamo concludere questo breve messaggio introducendo parole di speranza e di incoraggiamento a chi in queste ore vive momenti di grande tribolazione perché rischia di perdere il posto di lavoro o perché trova difficoltà a trovare la prima occupazione: rileggiamo il messaggio profetico che il Santo Padre ci ha rivolto, quasi dieci anni fa, guardiamo con ottimismo alla cultura dell’iniziativa, utilizziamo la risorsa principale di cui abbonda la nostra terra e che è fatta di tante intelligenze vivaci e traffichiamo i nostri talenti come ci insegna il Vangelo.

Da parte nostra continueremo a fare la nostra parte. Ecco il punto: oggi è necessario che ognuna faccia la sua parte, se tutti insieme vogliamo superare i momenti di crisi che la vita ci mette innanzi. Lo scriveva Leone XIII nella Rerum Novarum nel 1891, lo ricordava nel suo incontro con il Parlamento Italiano Giovanni Paolo II, il 14 novembre scorso.

Fedeli a questa impostazione, come emittente Telepace, saremo sempre pronti a dare voce ai più deboli e indifesi, a denunciare le cose che non vanno e i gesti di prepotenza, ma anche pronti a evidenziare le cose buone che quotidianamente si verificano, i tanti gesti di generosità di cui sono autori tanti uomini e tante donne, le meraviglie di questo mondo che Il Padre Eterno ci dona e che a volte non riusciamo ad apprezzare fino in fondo.

Pace e serenità a Tutti voi e alle vostre famiglie per il 2003. AUGURI !

 

Don Diego Acquisto

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