ALLARME EUROPA

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Notiziario di Telepace – martedì 15.06.2004

ALLARME EUROPA

servizio di don Diego Acquisto

Allarme Europa: possiamo sintetizzare così diversi voci che si sono levate proprio all’indomani delle elezioni per il rinnovo del parlamento Europeo. Il primo allarme che ci sentiamo di raccogliere riguarda la presenza dei Partiti di ispirazione cristiana ed a lanciarlo è stato Giorgio Campanini, parmense, storico tra i più conosciuti in Italia, figura nota del laicato cattolico, il quale giudica con preoccupazione i risultati del voto per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. Dopo avere infatti messo in evidenza che “La modesta affluenza alle urne registrata è inquietante e mette in luce un profondo scollamento tra opinione pubblica e istituzioni europee”, annota come “i partiti di ispirazione cristiana sembrano eclissarsi ed essere sempre meno influenti.” Un punto questo che richiede subito un approfondimento. Dobbiamo cioè interrogarci su questo fronte anche perché “la storia dell’integrazione europea ci indica quale ruolo essenziale abbiano avuto le formazioni politiche in cui militavano molti cristiani e il ruolo di riferimento di personaggi come De Gasperi, Adenauer e Schuman”.

Da un diverso punto di vista l’allarme dell’economista Luigi Campiglio . L’Europa intesa come “casa comune” – egli dice – sa suscitare entusiasmi; non è sempre così per le istituzioni comunitarie. “Lo scarto fra i cittadini e l’Unione deriva in buona misura da questa differente percezione”. Campiglio spiega di essere “convinto che anche in momenti come questo, in cui si registra una elevata astensione dal voto, occorre riflettere sul valore del processo di integrazione avviato cinquant’anni or sono. E’ un cammino di pace, di democrazia; ciò non toglie che esistano problemi concreti che l’Ue non sa ancora risolvere secondo le attese delle persone. A Bruxelles e a Strasburgo è necessario operare per rimuovere le differenze fra gli standard di vita che dividono i paesi più ricchi da quelli meno sviluppati; bisogna avvicinare le economie dell’est e dell’ovest, migliorare i servizi. Questo tendenziale avvicinamento nei livelli di vita aiuterà a far sentire più vicina l’Europa”. Campiglio infine aggiunge però che “probabilmente le nazioni temono di perdere la propria identità entro il quadro europeo. Per questo tutti dobbiamo comprendere che la vocazione dell’Europa non è quella di eliminare le differenze, quanto piuttosto di mettere assieme e di valorizzare le diversità”. Riguardo la presenza dei cattolici nella politica dell’Ue, Campiglio aggiunge“Possono mutare le forme della presenza dei cristiani nella vita pubblica, anche in quella europea; l’importante è conservare quei valori ispirativi che attendono di essere testimoniati anche nelle vicende della polis”.

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