A Favara premiato un marocchino…a Raffadali malmenato un tunisino

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Favara e Raffadali, si tratta di due grossi centri dell’agrigentino.
La cronaca più attenta non ha mancato nel tardo pomeriggio di ieri di puntare i riflettori mediatici sul “Trofeo Podistico – Città di Favara”, corsa valida come 16^ prova del Grand Prix Interprovinciale (AG/ CL/ EN) senior/master 2018, il cui trofeo è stato vinto da Boumalik Abdelkrim, atleta marocchino, mentre il secondo posto è andato a Salvatore Mangiavillano, dell’Atletica Casone Noceto ed il terzo a Michele Villani, dell’ASD Amatori Aragona.

Nella gioia generale, data la notevole partecipazione di circa 200 atleti partecipanti , a cui si devono aggiungere tutti i loro numerosi supporters, in piazza Cavour, è stato festeggiato anzitutto il vincitore, ma poi anche gli altri, in un clima composto e maturamente sportivo, che merita davvero essere additato come esempio in ogni tipo di competizione.

Oltre che alla Città di Favara nel suo insieme, il giusto merito bisogna darlo anche agli organizzatori dell’ASD Favara Runners, presidente Marzia Vinciguerra, con il ruolo di Direttore sportivo dell’immancabile Peppe Russello, alle stesse associazioni AIDO e AISM che oltre a collaborare, hanno colto l’occasione per promuovere la cultura della donazione degli organi e la lotta alla Sclerosi multipla.

Insomma, anche in questa occasione, Favara sugli scudi per la gioia sincera provata a festeggiare un fratello marocchino, cioè Boumalik Abdelkrim, degno del primo posto.

A Pochi chilometri di distanza, a Raffadali invece un fattaccio vergognoso che polarizza negativamente l’attenzione proprio in queste ore dei social nazionali, cioè un’ aggressione razzista a danno di un sedicenne tunisino, ospite di una struttura di accoglienza.

Una città, Raffadali, dove questo tipo di episodi dovrebbe essere impensabile, perché la cultura cristiana si è sempre positivamente scontrata-incontrata, con la dominante ed egemonica cultura di sinistra, tanto che nell’immediato dopoguerra – quando dovunque vivo e sentito era lo scontro ideologico – Raffadali era chiamata la piccola “Mosca dell’agrigentino”.

E Raffadali anche negli anni successivi ha avuto sempre larghe maggioranze di sinistra, abilmente guidata da una grande figura di partigiano come il Sindaco Salvatore Di Benenedetto. Solo negli ultimissimi anni la sinistra per pochissimi voti (se non vado errato, meno di quelli delle dita di una mano) non è riuscita ad imporre il suo Sindaco.

E viene proprio da chiedersi se proprio a Raffadali doveva avvenire un fatto vergognoso simile,; e proprio ieri, contestualmente a quanto invece avveniva a Favara.

Non sappiamo chi sia l’autore dell’esecrabile gesto dell’aggressione. Ma o che sia di destra o di sinistra nulla cambia, perché persone di stoltezza simile, con palesi limiti mentali, se ne trovano a destra, a sinistra ed al centro.

Un conto è l’indirizzo politico generale sul grande problema politico dell’immigrazione, ed una cosa completamente diversa invece è il razzismo, sempre e comunque, senza se e senza ma, da condannare e severamente punire.

A denunciare il gravissimo episodio di Raffadali, oltre al malcapitato, è stato il favarese doc Giovanni Mossuto, responsabile del centro di accoglienza, in cui si trova Ahmed di 16 anni. Che come scrive Mossuto su facebook, “è arrivato in Italia da solo più di un anno fa, con uno dei tanti barconi di disperati partiti dalle coste tunisine” .

Giovanni Mossuto, un tempo giovane vivace ed intelligente della federazione giovanile comunista, poi consigliere provinciale DS e quindi con l’Amministrazione PD di Airò, assessore comunale ai lavori pubblici, da bravo favarese coglie l’occasione per dire che “ non vogliamo che queste aggressioni razziste passino in silenzio” e anche mettere in guardia da “un certo clima” che può favorire simili gesti.

Un clima la cui salubrità è affidata a tutte le persone intelligenti, dell’uno e dell’altro schieramento, democraticamente chiamate dal popolo sovrano a guidare, magari alternandosi, in un modo o in altro, la politica nazionale

Diego Acquisto

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