A Favara la divina maternità di Maria, reinterpretata con il simbolo del cuore

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Favara la divina maternità di Maria, reinterpretata con il simbolo del cuore.
Della mamma cioé che dice ai suoi filgi: “Vi amo con tutto il cuore”. Questo è per Favara Maria Ss. della Neve, patrona del Centro storico.
Festeggiata ieri sera, nella Chiesa che a Lei è dedicata unitamente al giovane martire S. Vito.
Quella di S. Vito, una delle parrocchie più antiche della Città, che abbraccia alcuni dei quartieri più caratteristici del Centro storico.
Ieri sera abbiamo pregato per il Centro storico…preghiera che ci sarà ancora oggi nelle Messe di questa domenica 5 agosto.
Una data questa del 5 agosto che liturgicamente richiama alla dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore di Roma, dove a metà del V° secolo, dopo il Concilio di Efeso del 431 che proclamò la divina maternità della fanciulla di Nazareth, si verificò il prodigio della neve sul colle Esquilino; un prodigio intrepretato come chiaro segno del luogo di cui si discuteva con pareri diversi, dove bisognava costruire la prima Chiesa per onorare la Madonna. Un luogo proprio nelle vicinanze della Chiesa in onore del giovane martire siciliano S. Vito, che aveva subito il martirio nel 303, durante l’ultima terribile persecuzione di Diocleziano.


E da qualche tempo a Favara il Cuore Immacolato di Maria o Madonna della Neve viene invocata come patrona per il centro storico, per il quale tante promesse sono state fatte ma nulla di concreto realizzato, con pericoli che incombono e persistono per la stessa incolumità fisica dei residenti e non, dato che i quartieri oltre ad avere i luoghi-simbolo della città, conservano la memoria e gli affetti dei tantissimi abitanti che vivono nei quartieri nuovi, ma che non dimenticano ed anzi frequentano ben volentieri spesso anche gli antichi.

Ieri sera per onorare Maria Ss. della Neve, dopo il suono a festa delle campane, e dopo un’ora di adorazione eucaristica del Gruppo Mariano “Regina della Pace” di Mariella Airò, prima della Messa, c’è stato un prolungato rullo festoso di tamburi, ad opera di alcuni esperti, coordinati da Totò Di Caro, così come ancora avvenuto a conclusione della celebrazione nella Piazza antistante la Chiesa, davanti ad una moltitudine di fedeli, visibilmente contenti e partecipi.

La S. Messa solenne è stata animata dalla Corale “Sion” di Gaetano Di Rosa, che tra l’altro ha eseguito anche un apposito inno composto e dedicato proprio alla Madonna della Neve.
Nella liturgia della Parola spunti di riflessione sulla necessità di una spiritualità di impegno, perché ognuno, nel suo ruolo e per quanto possibile, faccia di tutto per non fare marcire i problemi del Centro storico, dove già purtroppo, nel recente passato, una tragedia si è consumata.
Difficile infatti dimenticare il crollo improvviso di via del Carmine del 23 gennaio 2010, dove perirono due povere sorelle.
Un evento dolorosissimo che portò Favara all’attenzione dei network nazionali, evidenziando una situazione di povertà e di degrado del centro storico, su cui, tanto si è detto e promesso. E poi però, spente le luci delle telecamere e andati via i network nazionali, solo strascichi di divisione, con una politica locale capace solo di retorica litigiosa, magari facendo bersaglio di assurde ed arbitrarie accuse persone assolutamente estranee.

E con o dopo questo però, quasi nulla o proprio nulla !
E perciò a S. Vito ieri ed oggi il senso del ricordo, della riflessione e soprattutto della preghiera.
Diego Acquisto

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