2020 Annus horribilis, ma comunque si conclude con segni di speranza

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Annus horribilis un’espressione latina, dal significato di “anno orribile”,  in contrapposizione con “annus mirabilis, cioè anno delle meraviglie.

 Questo 2020 si conclude comunque con segni di speranza !  Credo che si possa dire proprio così. Questo anno che comunemente da tutti viene definito, soprattutto per la pandemia-coronavirus, “Annus horribilis”, negli ultimi giorni ha offerto positivi e concreti segni di speranza in generale, e per la nostra terra agrigentina in particolare.

Su quest’ultimo aspetto, forte segno di speranza, a mio giudizio, è stato apprendere proprio nelle ultime settimane, la decisione di Papa Francesco di avere accolto la richiesta della competente Congregazione Vaticana di potere proclamare beato il giovane giudice Rosario Angelo Livatino, barbaramente assassinato dalla mafia il 21 settembre del 1990.

Un segnale di speranza per questa nostra provincia che lotta per liberarsi dai pesanti condizionamenti che la mafia ancora esercita sull’apparato pubblico, rallentando non poco il progresso, a causa dell’uso distorto e criminale di non poche risorse pubbliche che dovrebbero servire a ben altro.

L’esaltazione del martirio di un suo figlio, primo giudice elevato agli onori degli altari, che in forza della sua fede non si è piegato alla perv3rsa logica mafiosa,  sicuramente costituirà per molti motivo di un impegno più incisivo e coinvolgente per opporsi alla logica mafiosa.

Canicattì che ha dato i natali al nuovo beato, così come di riflesso tutta la Chiesa agrigentina, saranno all’attenzione del mondo non solo cattolico, per una forma di nuova di lotta alla logica della malavita che dovunque mina le fondamenta della vita civile.

Ed infine proprio negli ultimi giorni un enorme senso di sollievo si è diffuso dovunque per l’inizio della campagna di vaccinazione da parte di tutti gli Stati europei, tutti insieme nello stesso giorno.

Un meraviglioso segnale di unità in questo nostro continente, travolto da un’epidemia disastrosa, come esattamente un secolo fa, quando la cosiddetta “spagnola”, provocò una vera e propria ecatombe.  Risulta che arrivò ad infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo, provocando il decesso di 50 milioni di persone su una popolazione mondiale allora di circa 2 miliardi, mentre oggi è più che triplicata.

Adesso l’Europa di fronte al corona-virus ha saputo concordemente reagire anzitutto con la cura, mobilitando tutto il personale sanitario, medici ed infermieri, che lavorando notte e giorno senza risparmiarsi, hanno salvato migliaia di vite.

La ricerca poi ha prodotto i suoi frutti e così nei giorni scorsi la diffusione, già avviata a largo raggio, del vaccino con diversi mezzi messi appositamente in campo.

Forse è prematuro cantare vittoria, anche per le mancanze organizzative che  specie in Italia vanno emergendo ! ed ancora di più  perché il virus resta comunque temibile e continua a mietere vittime.  Pur tuttavia  nel tunnel,  una certa luce realisticamente si comincia a vedere.

Siamo sicuramente all’inizio e le difficoltà  già non mancano e non mancheranno così come non mancherà  comunque l’impegno comune. Per proteggere anzitutto i più deboli, e consentire di potere tornare in qualche modo,  anche subito,  alla normalità ed alla socialità che tanto ci mancano.

Quanto bisogno si sente di tornare alla normalità sociale ! quella che prima magari non si apprezzava e che è necessaria e vitale, non solo sul piano personale, ma  anche sull’importantissimo e vitale  piano economico. Per affrontare adeguatamente il quale risulta profetico il messaggio dell’ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, in cui si sottolinea a chiare lettere che “tutti siamo sulla stessa barca”.

Con la conseguenza logica che nessuno può fare a meno degli altri; e quindi o ci salviamo tutti o tutti anneghiamo.

Richiamo anche razionale più forte alla fraternità, nella situazione concreta che stiamo vivendo, non poteva essere dato.

Viene da concludere: Quando la fede, la vita e la razionalità davvero si incontrano. E che si incontrino , lo si tocca con mano.

Un messaggio allora quello del Papa davvero  da approfondire !

Diego Acquisto

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