2000 Giovani ricevono la Cresima

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Mercoledì 11.12.2002

2000 Giovani ricevono la Cresima

 servizio di don Diego Acquisto

 Favara , Naro, Licata, alcune parrocchie di Agrigento e qualche parrocchia di Canicatti: tutti Comuni interessati in questi giorni al conferimento del sacramento della Cresima a centinaia e centinaia di giovani, quasi duemila in tutto. Giovani che hanno completato il ciclo triennale di preparazione, giovani quindicenni che hanno completato la scuola dell’obbligo e che hanno iniziato a frequentare la scuola superiore, che hanno tutti compiuto un certo cammino di fede, magari in modo differenziato e con esperienze concrete di solidarietà verso le fasce sociali più deboli, anziani e disabili, poveri e ammalati; esperienze che essi stessi raccontano nella relazione conclusiva della loro preparazione e che, in questi giorni, inviano all’Arcivescovo, chiedendo di potere ricevere il sacramento. Una preparazione alla Cresima, intensa e laboriosa, sicuramente dal punto di vista burocratico e formale, l’unico statisticamente verificabile, perché quello spirituale sfugge ad ogni controllo e si affida ai tempi della grazia, che agisce con ritmi e metodi diversi da quelli umani. E questo sacramento della Cresima, oltre ad avere un grande valore morale e spirituale, costituisce nell’immaginario collettivo anche il momento dell’uscita dalla fanciullezza, per il semplice fatto che richiede una scelta personale, libera e consapevole della propria fede, nella logica di favorire la tensione culturale a liberarsi di una religiosità solo tradizionale e di facciata, per un nuovo modo di essere e di vivere da cristiani, in rapporto agli scottanti problemi di oggi. Il sacramento della Cresima è un segno visibile dei quella Pentecoste perenne, opera dello Spirito Santo, che rende la comunità dei credenti, viva ed operosa nell’annuncio del Vangelo.

Ministro proprio della Cresima è il Vescovo, che, comunque data la grande mole di lavoro, quando non può essere presente di persona, delega di volta in volta a presiedere le varie assemblee e ad amministrare il sacramento, i suoi Vicari. Naturalmente, a nessuno sfugge la valenza anche sociale della Cresima, che segna la vita di una Comunità, anche per i momenti di gioiosa aggregazione e fraternità che determina, momenti che mettono in moto anche l’economia di un paese per via dei regali che si scambiano figliocci e padrini, compari e comari. Tutto un indotto sicuramente da non demonizzare, ma che comunque va tenuto sotto controllo da una coscienza illuminata dal Vangelo, per evitare sperperi e abusi in un momento di difficoltà economiche per tante famiglie, alla prese con lo spettro della disoccupazione. Ciò anche, per restare in perfetta sintonia con l’appello lanciato dalla nostra diocesi nei giorni scorsi, in preparazione alla veglia di preghiera, sui problemi del lavoro e dell’occupazione in Sicilia, in cui si diceva, tra l’altro, che come Comunità Ecclesiale: “Non possiamo non avvertire e non denunziare come la disoccupazione sia un dramma umano di gravissime dimensioni. “Ci faremo voce di chi non ha voce: particolarmente dei disperati che sono tentati di gesti estremi o di percorrere vie lontane dalla legalità, ci faremo voce degli indifesi e delle persone più fragili perché non si trovino ulteriormente marginalizzati e abbandonati”.

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