15 anni di ministero episcopale di Mons. Carmelo Ferraro ad Agrigento

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Notiziario di Telepace

martedì 09.12.2003

15 anni di ministero episcopale di Mons. Carmelo Ferraro ad Agrigento

servizio di Salvatore Pezzino

 Il 10 dicembre 1988, Mons. Carmelo Ferraro inizia il suo ministero episcopale come successore degli Apostoli nella Cattedrale dei Santi Libertino e Gerlando.

La pietà eucaristica e mariana che ha caratterizzato la sua missione pastorale a Patti continua ad Agrigento con opere ed attività che si richiamano all’Eucaristia e alla Madonna: la Peregrinatio Mariae e la consacrazione della Diocesi alla Madonna; il Congresso Eucaristico diocesano, sono alcuni momenti significativi di questi 15 anni.

Sensibile ai bisogni dei poveri, degli ultimi, dei più deboli e degli emarginati, l’attenzione particolare ai giovani, la celebrazione del Giubileo, la visita pastorale alle parrocchie sono impronte del suo ministero.

In una giornata di festa per tutta l’Arcidiocesi, la celebrazione della fausta ricorrenza ci riporta alla lettera pastorale per il Congresso Eucaristico Diocesano, che Mons. Ferraro firma in coincidenza con il suo 25° di Episcopato il 13 maggio 2003, con il titolo “Chi mangia di me vivrà per me”.

La Chiesa, sottolinea l’Arcivescovo, celebra il Congresso Eucaristico col desiderio di crescere nella fede e nell’amore del Signore Gesù presente nella Eucaristia. Tutte le iniziative del programma hanno come finalità di far fare esperienza della bellezza del culto eucaristico, tuttavia è fondamentale che si ricomprenda il “mistero della fede“.

Nella stessa lettera, Mons. Ferraro, citando il Santo Padre nella Enciclica “Dalla Eucaristia alla Chiesa” richiama i molti aspetti degli insegnamenti che possiamo apprendere alla scuola della madre del Signore.

La dolce mamma col suo invito“Fate tutto quello che Egli vi dirà”, è come se dicesse: “Fidatevi della parola del mio Figlio. Egli che fu capace di cambiare l’acqua in vino, è ugualmente capace di fare del pane e del vino il suo corpo e il suo sangue per farsi in tal modo pane di vita“.

La devozione come imitazione della Madonna, è un ‘esortazione a orientarci al grande desiderio di vivere con Gesù i nostri giorni, e a fare del ringraziamento e della lode vero atteggiamento eucaristico.

La nostra vita, conclude l’Arcivescovo, dovrebbe essere come quella di Maria, un canto all’amore come il suo Magnificat: canto di meraviglia al Padre per Gesù, con Gesù e in Gesù.

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