La scuola italiana tra riforme discutibili ed incredibile negligenza sulla sicurezza delle strutture

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Con la conclusione degli esami di maturità, per molte famiglie il problema scuola, sembra al momento del tutto archiviato. Non per tutte però, perché laddove ci sono casi in cui i figli hanno crediti da recuperare, anche nel mese di agosto, a parte qualche settimana di pausa, ci saranno corsi di recupero, privato e/o pubblico.
Anche molti professori, saranno impegnati per prepararsi e partecipare ai concorsi, che sospendono i colloqui solo per qualche settimana nel periodo centrale di ferragosto e che magari riprendono subito dopo. E ci saranno pure in questo periodo operazioni di sistemazione, nomina, trasferimenti degli stessi insegnanti perché tutto deve essere pronto a settembre per l’inizio del nuovo anno scolastico. Che per i docenti inizia proprio il primo settembre e per gli alunni un paio di settimane dopo, con date differenziate regione per regione.
Tutto questo per dire che la scuola ha una particolare valenza di impegno e di interesse, anzitutto come tempo per le famiglie, ma poi una grande valenza per la società. E da più parti è stato sempre detto e ultimamente opportunamente ribadito che la qualità della vita in una società è direttamente il frutto della formazione che la scuola e la famiglia sanno fornire.
Un Paese è credibile se la scuola è seria, ed è proprio il caso-Italia. Anzitutto la necessità di interrompere la disistima verso la scuola, che non deve trasmettere solo nozioni (una cosa che comunque la scuola deve fare !) ma soprattutto deve fornire una solida formazione per la vita. Attenzione puntata sui diversi casi di bullismo, a partire dai “piccoli bulli” che hanno aggredito non solo compagni più deboli ed indifesi, ma anche, in alcuni casi, qualche docente. E spesso, purtroppo – ahimè ! – sotto la copertura e complicità dei genitori.
La Scuola ha subito negli anni diverse riforme, non tutte azzeccate e sicuramente gli episodi successi, anche se non bisogna generalizzare, dicono che alla scuola si deve prestare più attenzione. Un sondaggio tra gli opinionisti registra che l’opinione più diffusa è che la scuola italiana è da riformare. e non con le solite “riformette”, perché serve un cambio radicale.
Chi parla di cambiamento di una società, sa bene che si realizza un cambiamento vero e positivo solo con la dimensione educativa. Un certo dibattito vivace in questo senso si è sviluppato in quest’ultimo periodo in coincidenza con la fine dell’anno scolastico e con l’insediamento del nuovo governo 5-Stelle-Lega.

(nella foto– Prof. Marco Busetti, titolare dal 2 giugno u.s. del Ministero della Pubblica Istruzione in Viale Trastefere – ROMA).

Il tema-scuola è indubbiamente complesso e delicato e non bisogna perciò credere a ricette miracolose. E per avviare una vera riforma e non una riformetta, bisogna partire dal principio che la scuola non è solo un affare del Governo, ma soprattutto del popolo, cioè dei genitori, delle famiglie, dei giovani. E la domanda di fondo poi riguarda l’epoca in cui viviamo, da capire ed interpretare.
Molte strutture fondamentali della vita pubblica fissate da centinaia di anni stanno modificandosi o sono in crisi. I motivi della trasformazione sono tanti, ed è evidente che Partiti, media, organizzazione del lavoro, editoria…ecc. ecc… sono mutati profondamente. L’impianto della scuola invece è rimasto sostanzialmente quello di prima. Ed è qui che bisogna incidere, valutando bene come !
Ci asteniamo da altro tipo di osservazioni, come sulla cosiddetta “deportazione” degli insegnanti a causa della “Buona Scuola” voluta dal Governo Renzi.
E, ancora di più, ci asteniamo sul problema, sul quale appare un eufemismo parlare di incredibile, irresponsabile trascuratezza la mancata messa in sicurezza delle strutture murarie frequentate dagli alunni in ogni ordine e grado di scuola. Perché dal neo-ministro alla P. I, del nuovo Governo 5-STELLE-LEGA con sgomento, pochi giorni fa, il popolo italiano ha appreso la sconsolante notizia che su un patrimonio di circa 40.000 edifici scolastici nelle competenze di vari enti locali, quasi il 40% non possiede il collaudo statico delle strutture e meno del 50% possiede il certificato di agibilità e/o quello di prevenzione incendi. Proprio da non credere !
Ma concludiamo positivamente con il pensiero di un cervellone di alcuni secoli fa, il tedesco Goffredo Guglielmo Leibnitz vissuto tra il 1646 ed il 1716, tra l’altro considerato pure il precursore dell’informatica, perché inventore di una calcolatrice meccanica detta appunto “Macchina di Leibniz”, ha scritto “Il lavoro dell’insegnante è il più bello che esista, perché produce futuro e può cambiare la faccia del mondo”.
Diego Acquisto

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