Favara, forse un nuovo dissesto…una ciliegina su una torta avvelenata

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Ma che sta succedendo a Favara ?
E’ la domanda che sento rivolgermi da alcuni amici dei Comuni vicini ed alla quale francamente stento a rispondere, limitandomi a dire che ci sono alcune cose che fanno giustamente restare col fiato sospeso e su cui mi viene difficile valutare e rispondere.
Dopo la recente manifestazione per il problema dell’acqua che ha sostanzialmente registrato una Comunità favarese responsabile, partecipe e fortemente determinata a proseguire nella legalità per la tutela dei diritti per un elemento prezioso come l’aria per vivere, altri elementi di preoccupazione sono balzati, quasi di sorpresa all’attenzione facendo proprio restare col fiato sospeso.
Una preoccupazione giustificata anzitutto per il pericoloso protrarsi di una vertenza insoluta che vede 46 lavoratori socialmente utili, conosciuti normalmente come LSU, costretti ad un contratto di lavoro con otto ore settimanali e con conseguente proporzionale riduzione del loro già misero stipendio mensile. E quindi famiglie destinate ad aggiungersi paurosamente alla già larga fascia esistente a Favara, di povertà e disperazione.
Curioso poi che non si riesca a capire come e perché ancora non si trovi una dignitosa soluzione a livello comunale e/o regionale, viste anche le autorevoli voci che alcune settimane fa si sono alzate. Senza contare le assicurazioni precedenti dell’ultimo trimestre dello scorso anno, prima delle votazioni regionali.
Ancora più inspiegabile la rassegnazione ed il silenzio degli organi di governo locale, Consiglieri Comunali ed Assessori, in stridente contrasto con il comportamento di qualche anno fa , quando per lo stesso identico problema gli stessi organismi formati da persone diverse riuscirono a tamponare la situazione, intanto con provvedimenti suggeriti dall’emergenza.
Una situazione paradossale messa bene in luce, appena qualche giorno fa, da una delle menti più lucide del giornalismo locale, che, come altre volte in passato, ha utilizzato la metafora dell’intervista impossibile al defunto Sindaco Guarino, che gli è ancora apparso in sogno per dare uno schiaffo all’indifferenza, in cui si rischia di lasciare marcire la situazione.

La duplice bomba di queste ultime ore è la notizia che un impiegato postale infedele, favarese doc, avrebbe sottratto un’ingente somma di denaro dai conti correnti, facendo perdere le sue tracce, addirittura forse anche – si dice – riparando all’estero. Non solo ! c’è chi ipotizza che lo stesso avrebbe forse avuto qualche ruolo nella rapina del 30 dicembre u.s. che si è consumata alla succursale dell’Ufficio Postale di Piazza della Vittoria, “O Casteddu”.
Una vicenda che si fa fatica a credere e comunque tutta da chiarire, su cui stanno lavorando con impegno le forze dell’ordine, mentre gira sui social network un video scherzoso con un’ animazione caricaturale del fattaccio. Una vicenda che suscita apprensione, molta preoccupazione per numerosi correntisti, tanta curiosità in non pochi… e che quindi fa restare col fiato sospeso.
Infine – ed è forse davvero il problema più grave e spinoso – come la classica ciliegina su una torta avvelenata – lo spettro di un nuovo dissesto finanziario del Comune di Favara.
Questo, specie dopo la conferenza dei capigruppo che, proprio ieri 2 febbraio, si è tenuta nella stanza del presidente del Consiglio Comunale Totò Di Naro, con la presenza del Collegio dei Revisori dei Conti e de i massimi responsabili del settore finanze.
Da quello che ci è dato sapere, i numeri parlano un linguaggio crudo, chiaro ed inequivocabile. Nei soli anni 2016 e 2017, – (e ricordiamo che sul finire del giugno 2016 si è insediata la Giunta Pentastellata presieduta dell’attuale Sindaca Anna Alba) – risulta uno squilibrio di bilancio terrificante, cioè un buco, di circa due o forse più milioni di euro.
Ricordiamo tutti bene che quando il Sindaco precedente, Rosario Manganella fece le consegne ad Anna Alba, oltre ai debiti accumulati, disse chiaro e tondo che le casse comunali erano completamente vuote, accompagnando le parole con la mimica del caso, sicuramente per dare più efficacia al messaggio.
Non sono mai mancati gli ammonimenti e le voci di allarme, da parte di tante persone responsabili, a partire già dai primi mesi della nuova gestione, … specie quando nel settembre 2016 fu acclarato, acclamato e ratificato da tutti gli organi competenti il dissesto.
E basterebbe anche solo una rapida consultazione di rassegna stampa per verificarlo. Nessuna soluzione idonea però pare che sia stata trovata.
Favara deve affrontare perciò – pare sicuro – una situazione drammatica, difficile e proprio ricca di incognite.
Perché adesso non si sa come andrà a finire e che cosa e quale futuro deve vivere questa martoriata città, che meriterebbe ben altro.
E anche questo, tra paura ed incertezza – si capisce bene –, costringe tutti a restare col fiato sospeso.
Diego Acquisto

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